NESSUN POTERE
Sono una artista fra quelli che ad un certo punto del loro percorso si soffermano ad osservare il proprio lavoro cercando di leggerne la evoluzione o involuzione.
Il mio lavoro è stato a volte duro e a volte leggerissimo. Ho cercato principalmente l’efficacia che a mio avviso è fondamentale nella visione di un lavoro artistico.
Sono una pittrice perché è il linguaggio della pittura che tutta la mia vita ho ammirato, studiato diligentemente e praticato.
Questo è l’unico linguaggio di cui posso cercare di essere padrona dato che non avrei biologicamente altrettanto tempo da poter dedicare ad altre discipline.
La mia vita di pittura si è espressa grazie ai magnifici maestri viventi che mi hanno formata.
La mia pittura è anche il risultato degli insegnamenti che ho tratto con molta fatica dai grandi maestri di tutti i tempi che ho umilmente copiato nella speranza di appropriarmi delle loro esperienze tecniche.
La mia pittura e la mia vita coincidono già durante la mia giovinezza e formazione quando la pittura era vincente sulla mia sregolatezza personale.
Non potevo gestire la contraddizione fra la mia ricerca di struttura e colore che volevo costituissero le mie opere e la vita da teppista in viaggio fuori da ogni regola e consentito limite.
Per anni ho cercato la mia realizzazione artistica in un lavoro che contenesse anche la forza vissuta di tutte le mie esperienze. Esse erano graffianti ma potevano anche essere amate o espulse in ritmi, accordi cromatici e serrati contrasti.
Anche oggi sono una indomabile astrattista. La mia mentale pittura astratta è spesso su grandi dimensioni e non ha alcun ritegno sull’ uso di qualsiasi tecnica. A volte faccio superfici pittoriche con la carta o tappeti con corteccia, corde, cuoio.
Tornando all’intenzione della efficacia, devo dire che i miei lavori astratti non possono ovviamente avere una lettura significante vera e propria.
La efficacia che perseguo con queste opere è di genere emozionale che cerco di ottenere con i tagli delle mie campiture, dei segni e dei colori.
Messaggi segreti che non possono essere letti perché sono se stessi in quella superfice fatti quel giorno o in quell’ anno.
Liberati su tele e tavole per essere regalati a tutte le interpretazioni emotive o immaginarie di chi si sente adatto ad amarle.
La mia sempre complessa vita sociale da molti anni non più marginale ma non meno difficile, porta spesso la mia attenzione a temi specifici che ritengo o interessanti o importanti.
Altre volte in modo remoto e ormai rivisitato dal superamento, si tratta di traumi vissuti o anche di magnifici naturali ricordi che riguardano i miei viaggi.
Quando ho queste esigenze artistiche incomincio a progettare come posso creare un lavoro che senza svolgere o risolvere, sia un punto da cui partire per porre attenzione all’argomento con il mio linguaggio, che non è parlante nella maggior parte dei casi.
Con il mio Trittico ‘NESSUN POTERE’ espongo la mia riflessione sul tempo come ricchezza che non riusciamo più a gestire.
Le tavole pittoriche sono tre.
Ho scelto di realizzarle con l’uso di una pittura tradizionale e antica. Per riportare all’ attenzione anche il valore del linguaggio pittorico come pratica artigianale. Esso è alla base di tutte le ricerche pittoriche successive ed è indiscusso genitore della sua versione contemporanea nei programmi Adobe che io studio e amo.
La prima tavola raffigura persone in coda. Ogni persona è da me inventata e dipinta non completamente in modo realistico per esigenze compositive e significanti.
La seconda tavola centrale è un grande contenitore pieno di pane sorretto da mani.
La terza tavola raffigura rifiuti
L’ opera completa consiste di un altro Trittico di uguale valenza nella esposizione e fruizione.
Si tratta di tre corti. Ho ideato l’opera completa e scritto le sceneggiature che contengono nella loro struttura parti inscindibili dalle realizzazioni pittoriche.
Per tradurre in modo adeguato e artistico il contenuto dei corti ho chiesto e ottenuto la fondamentale collaborazione artistica e professionale del regista Roberto Covi e dell’operatore Francis che hanno reso possibile i risultati.
Prevediamo di avere finito i corti a febbraio 2017.
L’ idea di racchiudere in un opera unica la pittura e i film esprime e credo concretizza il mio pensiero di interdisciplinarietà totale volta a produrre arte.
Mi ha coinvolto in questo anche la volontà di poter vivere quasi in sospensione la diversità del tempo pittorico rispetto a quello della vita contemporanea.
Alessandra Bisi 2016